Il Natale ci mette di fronte ad un mix di emozioni: da un lato sentimenti positivi di gioia e condivisione e dall’altra possono sopraggiungere stress, malinconia, tristezza, anxiety dovuti anche alle restrizioni a causa della pandemia da Covid-19

Christmas-Blues

Christmas blues

Le festività natalizie, così come le vacanze in generale, hanno sempre avuto un certo impatto nella vita delle persone. Se per alcuni questo momento dell’anno rappresenta un modo per staccare la spina, viaggiare, ricaricarsi o passare più tempo con amici e familiari, per altri rappresenta un momento difficile e da evitare, fatto di bilanci, obblighi familiari, ansie e aspettative che in alcune occasioni generano sentimenti di tristezza e disagio, difficili da comprendere e da gestire. Si tratta di sentimenti che mettono a dura prova il nostro umore. Questa condizione ha un nome, si chiama Christmas Blues, la cosiddetta depressione natalizia, e pare sia un fenomeno molto diffuso.

Per saperne di più abbiamo intervistato la dott.ssa Sabrina Suma, psicologa clinica e psicoterapeuta a Dubai.

Sabrina Suma
Dr.Sabrina Suma

Che cosa è il Christmas blues?

Christmas blues o malinconia del natale è una condizione reale di malessere che compare con l’inizio dell’atmosfera natalizia. È un fenomeno subclinico transitorio tende ad affievolirsi fino a scomparire subito dopo le vacanze.

E se questo non dovesse accadere?

Nella maggior parte dei casi, non solo il Christmas blues ma le Holidays blues in generale, rientrano a vacanza terminata. Se questa sensazione di tristezza invece continua a essere con noi anche a vacanze terminate e il nostro umore rimane pesante e malinconico per lungo tempo, è il momento di parlarne lo specialista per approfondire le cause del malessere. 

Quali sono i fattori che possono causare il Christmas blues?

Il Christmas blues è caratterizzato dalla comparsa di un improvviso stato di tristezza e di fastidio che si esprime attraverso un abbassamento del tono dell’umore, la comparsa di una sorta di ansia mista a stress e la presenza costante di irritabilità e demotivazione. 

Noi psicologi la chiamiamo scherzosamente la sindrome del Grinch, ma in gergo scientifico è nota come SAD (Disturbo Affettivo Stagionale), in inglese Seasonal Affective Disorder.

Christmans blues: sintomi

“I sintomi del Christmas blues possono variare da persona a persona – spiega la dott.ssa Suma – ma in linea di massima sono gli stessi: tristezza, irritazione, insonnia, iperfagia con un debole particolare per i carboidrati, stanchezza e uno strano senso di intolleranza per chi invece il Natale lo aspetta con ansia e trepidazione. Una specie di voglia di andare in letargo per lasciarsi risvegliare a feste ultimate.

Christmans blues è una vera e propria depressione?

Non parlerei di depressione vera e propria ma di una condizione di solito passeggera, che in questi ultimi anni purtroppo è stata ulteriormente complicata ed esacerbata dalla situazione pandemica che, con incertezze e restrizioni, ha messo a dura prova persino gli animi più ottimisti e spensierati.

Quali sono le cause del Christmas blues?

Il Natale non è soltanto un evento religioso o commerciale, ma ha anche una forte componente culturale e psicosociale. Emile Durkheim lo definisce un momento di “effervescenza collettiva” al quale è difficile sottrarsi: è un vero e proprio momento di rinascita e di rievocazione di momenti passati e condivisi, un momento in cui ci si aspetta che tutti siano più buoni, felici e generosi. 

Non tutti aspettano questo periodo dell’anno e non perché sono meno buoni e generosi, ma perché vivono in dissonanza cognitiva ed emotiva col Natale.

Quali sono le categorie più a rischio?

Non c’è in realtà una categoria precisa. Chiunque vive in dissonanza emotiva con questo periodo è a rischio, e gli anziani e le persone che vivono da sole sono le più svantaggiate.

Ci sono poi le persone che a causa di contagi e restrizioni, devono trascorrere il Natale in isolamento per una scelta forzata. Oppure le persone che hanno subito da poco una grave perdita personale o lavorativa. In questi casi bisogna fare attenzione perché le probabilità che un disturbo stagionale si trasformi in depressione, diventa più importante.

In che modo evitare e/o superare questa condizione di malinconica natalizia? 

Ci sono molte cose che in realtà possiamo fare per avere il mindset giusto e sopravvivere indenni alla malinconia del Natale. 

I miei consigli sono:

  • Usare bene il nostro tempo. L’uso che facciamo del nostro tempo può fare la differenza. Prendersi il lusso di occuparsi di noi se serve, anche a costo di dire qualche no o mi dispiace. Passare del tempo da soli può essere rigenerativo, stare soli non sempre è sinonimo di solitudine. Per esempio, possiamo cominciare col farci un regalo, concentrandoci sulle cose positive della vita, anche le più piccole. Ai miei pazienti a volte consiglio di costruire un piccolo calendario dell’avvento da attaccare al frigo, dove le caselle si trasformano in spazi vuoti da riempiere con frasi motivazionali che ci somigliano o che hanno forti risonanze personali. Pensieri carini, cose che ci hanno dato gioia durante il giorno o nomi di persone a noi care o con cui abbiamo trascorso o avremmo voglia di trascorrere del tempo, indipendentemente dal periodo di Natale. 
  • Vivere il presente, senza rimuginare su come sarebbe dovuto essere o su cosa avremmo dovuto fare. Questo aiuta a costruire un “ground” sicuro e a coltivare un sano senso di gratitudine che è utile e necessario in tutti i giorni della nostra vita. Non dimentichiamoci che la parola Natale significa “nascita”: utilizziamo questo momento per trovare un nuovo modo di approcciarci alla vita.
  • Adattiamoci a nuove tradizioni, seguendo i messaggi che vengono dal nostro corpo e non dai canali mediatici. Se invece dovessimo accorgersi che stiamo passando troppo tempo in solitudine e questo ci fa stare male, ricordiamoci che il periodo natalizio offre tantissime opportunità: dalla tecnologia all’impegno per il sociale. Come aveva ben capito Adler, uno dei padri della psicologia e della medicina olistica che incoraggiava i suoi pazienti depressi a fare volontariato, occuparsi di altri in difficoltà ci fa sentire bene, crea connessioni importanti e significative. Ci solleva da dinamiche controproducenti e depressive. Avere delle relazioni sane e di qualità protegge la nostra salute mentale e aiuta a sentirci vivi.
  • Limitare l’uso di bevande alcoliche fuori da feste e celebrazioni. Bere troppo può influenzare ulteriormente il nostro umore e amplificare i sentimenti negativi e di malinconia già esistenti.
  • Equilibrio sonno-veglia
  • Evitare di mangiare troppo ad ogni occasione

Mangiare sano e regolare è importante per la salute. Lasciamo ai giorni rossi del calendario il ruolo di “cheat days".

Riscoprirsi sovrappeso o fuori forma a feste ultimate potrebbe alimentare sensi di colpa non necessari e diventare un ulteriore motivo per sentirsi depressi e demotivati.