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Perché parlare di salute mentale è un tabù? 

Nonostante l’aumento in tutto il mondo dei problemi di salute mentale molti disturbi non vengono diagnosticati. Ne abbiamo parlato con Letizia Mugnai, psicologa e psicoterapeuta di coppia e famigliare a Dubai

La salute salute mentale è spesso considerato un argomento tabù, ma è importante parlarne per una maggiore consapevolezza nei confronti dei disturbi mentali. 

I problemi di salute mentale sono in aumento in tutto il mondo anche a causa della pandemia da Covid-19. 

Si stima che una persona su otto nel mondo soffre di un disturbo di salute mentale. Nonostante l’elevata prevalenza, molti disturbi non vengono diagnosticati. In alcuni casi, le persone non sono consapevoli di soffrire di un disturbo di salute mentale. In altri casi, potrebbero essere riluttanti a cercare aiuto a causa dello stigma che circonda la malattia mentale.

Perché le persone con disturbi di salute mentale, come ansia e depressione, nascondono i loro sintomi? Risponde Letizia Mugnai, psicologa clinica e psicoterapeuta di coppia e famigliare a Dubai

Letizia Mugnai

Dottoressa, innanzitutto vorrei chiederle: che cos’è la salute mentale?

La salute mentale si riferisce al nostro benessere cognitivo, comportamentale ed emotivo e come questi elementi si equilibrano tra loro.

Riguarda inoltre la capacità di riconoscere il proprio valore, di relazionarsi con gli altri, di essere flessibili e resilienti.

Insomma, è ciò che ci permette di vivere appieno la vita!

Al contrario reazioni intense, pensieri ricorrenti, comportamenti disadattivi hanno un significativo impatto negativo sulle nostre capacità di affrontare le situazioni e gli eventi quotidiani.

Tutto ciò può facilmente determinare la comparsa di sintomi dapprima lievi poi sempre più cronici che si aggravano con il tempo se non adeguatamente identificati e trattati.

Quali sono i disturbi di salute mentale più comuni?

I più diffusi sono: disturbi d’ansia (tra cui attacchi di panico, fobie, disturbo ossessivo-compulsivo), depressione, disturbo bipolare, disturbi alimentari (bulimia e anoressia) e disturbi legati alle dipendenze da sostanze.

Inoltre, stiamo assistendo ad una crescita considerevole delle nuove dipendenze, ovvero quelle che non includono sostanze, come ad esempio la dipendenza da tecnologie (smartphone, internet, videogiochi), dal gioco d’azzardo, Sex Addiction e Shopping compulsivo.

Quali sono i primi segnali ai quali prestare atttenzione?

In generale, di fronte a situazioni o periodi prolungati di disagio emotivo, stress o sofferenza, è molto diffusa la tendenza ad aspettare che la situazione, anche se estremamente difficile e dolorosa, si “risolva con il tempo e che migliori da sola”.

Adottando questa “strategia del senso comune” si trascurano quei segnali, i cosiddetti campanelli di allarme che possono indicare la presenza di un disagio o di un disturbo più grave e persistente. 

Tra i segnali più comuni indicativi troviamo:

  • il cambiamento delle abitudini quotidiane;
  • gli sbalzi d’umore frequenti;
  • trascurare le proprie necessità (fisiche ed emotive);
  • la perdita di interesse nella socialità;
  • uno stato di malessere fisico inspiegabile; 
  • la sensazione di non avere più il controllo sulla propria vita.

È vero e perché le persone con disturbi di salute mentale nascondono i loro sintomi?

Purtroppo, è ancora molto diffusa l’idea che “se vai dallo psicologo sei matto”. 

Questa affermazione si è talmente radicata nell’ideologia comune che le persone tendono a nascondere i propri sintomi “è un momento, passerà”, ad ignorarli “non è niente”, a mascherarli e giustificarli “sono sempre stata/o ansiosa/o, triste, ribelle, stressata/o” fino a quando il corpo subisce un vero e proprio breakdown.

I disturbi mentali spaventano, fanno sentire le persone che ne soffrono vulnerabili, giudicati, diversi (“cosa c’è che non va in me”?) e, di conseguenza, l’autostima e il valore personale sono compromessi. Da qui la resistenza e la diffidenza nel chiedere aiuto.

A suo giudizio, quali sono i motivi per cui i disturbi di salute mentale possono non essere diagnosticati?

Per diagnosticare un disturbo mentale il professionista deve effettuare un’accurata valutazione dello stato attuale e passato del paziente, i suoi comportamenti, i suoi modelli operativi cognitivi ed emotivi, rilevando la sintomatologia dichiarata.

Poi confronterà i sintomi con una lista di criteri specifici relativi ad un particolare disturbo (ansia, depressione, bipolarismo ecc), per determinare se la sintomatologia corrisponde a quel disturbo o no.

Tuttavia, non è raro trovare pareri discordanti tra professionisti che valutano la stessa sintomatologia, dal momento che i sintomi possono variare ed essere interpretati in maniera diversa da chi li osserva.

Qual è il modo migliore per una diagnosi corretta?

Sicuramente consultare un professionista rappresenta la soluzione più adatta, anche se ultimamente c’è molta tendenza a cercare su google ogni tipo di sintomo per avere la diagnosi esatta.

Paradossalmente si fa una sorta di autodiagnosi ma non si interviene per migliorare il nostro benessere! Per intenderci, viene percepito più accettabile dire “ho scoperto di essere depresso/ansioso” che “vado dallo psicologo per combattere la mia ansia/depressione”.

L’intervento precoce può fare un’enorme differenza nel corso di una malattia mentale?

Sicuramente, sia per disturbi legati alla sfera emotiva che per quelli legati alla personalità. Il sintomo rappresenta una risposta adattiva molto forte e stabile che la persona mette in atto di fronte ad eventi e situazioni particolarmente dolorose, difficili e spesso inaccettabili; se identificato tempestivamente l’intervento terapeutico aumenta la sua efficacia. Ad esempio, in caso di ansia, se i primi sintomi (campanelli d’allarme) vengono riconosciuti e indagati sul nascere, si può evitare la cronicizzazione della sintomatologia e la sofferenza della persona può essere ridotta notevolmente.

Lei è psicologa e psicoterapeuta a Dubai. Perché la scelta di trasferirsi all’estero?

L’idea di trasferirmi all’estero è maturata negli ultimi 3 anni; alcuni fattori, tra cui l’aumento dell’incertezza economica in Italia e la necessità di una prospettiva futura più stabile, sono stati determinanti per la scelta del paese dove vivo attualmente, gli Emirati Arabi. Inoltre, hanno influito molto la mia curiosità verso nuove culture e l’opportunità di crescita personale e soprattutto professionale.

I disturbi mentali possono essere difficili da diagnosticare perché i sintomi possono variare notevolmente da persona a persona. Qual è la sua esperienza in Italia e a Dubai? 

Partiamo dal presupposto che la sintomatologia legata ai disturbi mentali è catalogata secondo criteri guida per la diagnosi in testi come il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR), l’ ICD-10 (Classification of Mental and Behavioural Disorder 10) che classificano sintomi e disturbi.

Dove sta quindi la difficoltà della diagnosi? Sta nell’interpretazione dei sintomi fatta dal professionista e nell’accuratezza della descrizione degli stessi da parte dei pazienti; alcune persone infatti possono ritenere i propri sintomi “passeggeri, dovuti alla situazione” e quindi non sufficientemente importanti da essere compresi (tendenza molto diffusa in Italia). 

Negli Emirati Arabi l’attenzione per la salute mentale è aumentata considerevolmente negli ultimi anni, adottando tuttavia un approccio prevalentemente psichiatrico piuttosto che psicoterapeutico. È da notare che in alcune culture il disturbo mentale non viene visto come tale o non viene accettato a priori e quindi non dichiarato; lo stigma è talmente forte che non si interviene e si preferiscono metodi alternativi di cura.

Quali sono i suoi consigli per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della salute mentale?

Informazione ed educazione a mio parere rappresentano una strada maestra per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo la salute mentale.

La nostra mente merita le stesse attenzioni e cure che riserviamo al nostro corpo; in fondo è quella parte insostituibile che ci rende unici e alla quale non dedichiamo abbastanza tempo, cura e dedizione.

La salute mentale non riguarda esclusivamente le malattie mentali; il nostro equilibrio emotivo viene messo a dura prova dalla nascita e per tutta la vita avvenire. I periodi difficili sono estremamente comuni e non sempre riusciamo a capirli, gestirli e superarli; chiedere aiuto non è una ammissione di fallimento personale, ma rappresenta un’azione  fatta di coraggio e consapevolezza. 

Per una maggiore consapevolezza sulla salute mentale sono necessari investimenti su tutti i fronti, come aumentare l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità. Nel 2019, l’OMS ha lanciato l’ iniziativa speciale dell’OMS per la salute mentale (2019-2023): copertura sanitaria universale per la salute mentale per garantire l’accesso a cure di qualità a più di 100 milioni di persone entro il 2023.

Riferimenti

Organizzazione Mondiale della Sanità

Hindustatimes

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