Un premio dedicato alle eccellenze della Ricerca Pubblica Italiana. 

Intellectual Property Award è una competizione tra brevetti tecnologici italiani sviluppati da Università, Centri di Ricerca e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai, il 28 febbraio e il 1 marzo ha ospitato l’ultima tappa dell’Intellectual Property Award.

I brevetti premiati sono capaci di proporre innovazioni con maggior impatto economico e sociale in 7 aree tecnologiche, a oggi riferimento della transizione ecologica e digitale globale: dalle scienze della vita alla sicurezza informatica, IA e Big Data, passando per le tecnologie verdi, materiali alternativi e fonti rinnovabili, senza dimenticare il settore agritech, la mobilità futura e l’aerospazio.

Tra le 35 invenzioni finaliste, frutto dell’eccellenza creativa e dell’ingegno della ricerca italiana, sono stati premiati 4 brevetti in agritech e agrifood, cybersecurity, green tech e scienze della vita.

Forum IPA 2021 Intellectual Property Award Ceremony

Nel corso degli anni le conoscenze generate dai centri di ricerca e delle università sono sempre state trasferite nel mondo industriale.

In tempi moderni è cambiato il modo con cui alcune università promuovono l’innovazione, attraverso la ricerca, e la produzione di nuovi prodotti e servizi sul mercato. Lo hanno fatto sistematizzando le attività di individuazione, protezione e commercializzazione di tali tecnologie per essere utili alle società e accelerarne l’impatto.

A tal proposito a Padiglione Italia si è svolta la cerimonia di premiazione IPA Intellectual Property Award con la quale si è voluto mostrare al mondo come la ricerca pubblica italiana è parte integrante di questo processo. 

Ad aprire i lavori è stato il commissario generale per l’Italia a Expo Dubai, Paolo Glisenti, il quale ha sottolineato quanto sia stato strategico il palcoscenico di Expo 2020 Dubai per il tema dell’open science, la collaborazione tra pubblico e privato nella ricerca scientifica.
Paolo Glisenti

Tutte le settimane tematiche di Expo 2020 Dubai hanno dimostrato come “l’open science sia oggi un cardine di tutto lo sviluppo economico, culturale, tecnologico e apre un secondo elemento quello tra diplomazia scientifica ed economica. La ricerca pubblica è un elemento fondamentale del rapporto tra diplomazia scientifica e diplomazia economica e lo scenario di ripresa resiliente e sostenibile è legato indissolubilmente al rapporto tra diplomazia economica e diplomazia scientifica”. A Padiglione Italia “abbiamo avuto esempi di nuovi rapporti che si sono aperti e si stanno aprendo tra università e filiere d’impresa”, ha aggiunto Glisenti. 

In accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico sono stati scelti alcuni settori specifici della ricerca pubblica che hanno generato innovazione e lo sviluppo di brevetti: dalla mobilità sostenibile, le scienze della vita, l’agricoltura di precisione (giardino del CNR presente a Padiglione Italia), la transizione energetica, l’aerospazio, l’intelligenza artificiale e la cybersecurity. 

I brevetti italiani raccontati con l’Intellectual Property Awards “sono una vetrina e un’evoluzione dell’Italia geniale a Expo 2020 Dubai”, ha detto il viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto.

Gilberto Pichetto

In Italia “Abbiamo una struttura di ricerca e universitaria che può dare risultati importanti con il maggiore numero di richieste di deposito dei brevetti”. Il mondo delle imprese “si trova in forte difficoltà ad acquisire le conoscenze e strutturarsi per le produzioni dei risultati della ricerca italiana. La sfida è da un lato riuscire a trasferire le competenze e dall’altra irrobustire i soggetti utilizzatori di questi brevetti”.

Nell’ultimo periodo “è cambiato l’approccio in merito all’impatto della ricerca con una attenzione al risultato alla protezione del trasferimento alla parte industriale”. Ha detto il presidente di Netval, Giuseppe Conti.

Netval raccoglie università, enti di ricerca e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) in un’associazione che rappresenta il 95% dei ricercatori italiani e spin-off universitari, come punto di incontro tra ricercatori, imprese e investitori.

Il premio Ipa 2021 ha visto “un lavoro di analisi di oltre 200 brevetti, ma la piattaforma Knowledge Share di Netval contiene 1.500 brevetti innovativi presentati con un linguaggio industriale e con l’attenzione alle applicazioni al mercato. Sono oltre cinquemila i brevetti di tecnologie che derivano dal sistema universitario e della ricerca in generale”, ha specificato Conti.

Il premio a 4 brevetti in agritech e agrifood, cybersecurity, green tech e scienze della vita

Nel corso del forum sono stati premiati 4 brevetti nei settori agritech e agrifood, cybersecurity, green tech e scienze della vita.

Con l’invenzione “peptidi con attività fitosanitaria”, soluzione per ridurre i danni dovuti alla tossicità dei composti pesticidi, l’Università degli Studi di Padova ha vinto il premio per il settore agritech e agrifood. 

Nel settore cybersecurity il premio è stato vinto dall’Università degli Studi di Padova con l’invenzione “Ipognac”, tecnologia innovativa di crittografia quantistica.

L’Università degli Studi di Bologna ha vinto il premio per il settore green Tech con il progetto “Re-paper: silica riutilizzabile per decontaminare polpa di carta riciclata”, che promette di innovare il settore del riciclo della carta.

Nel settore delle Scienze della vita, il premio è stato vinto da Università degli Studi di Torino con l’invenzione “Complesso chimerico e le sue applicazioni terapeutiche nel trattamento del cancro e delle metastasi”, innovazione che ha un grande potenziale nella lotta al cancro.

Complesso chimerico e le sue applicazioni terapeutiche nel trattamento del cancro e delle metastasi

Ad oggi, le terapie oncologiche basate sui microRNA non colpiscono esclusivamente le cellule tumorali ed è quindi necessario sviluppare terapie per contrastare in modo mirato la metastatizzazione, sfavorendo l’insorgenza di effetti secondari avversi.

“Il nostro gruppo si concentra sulla ricerca delle metastasi, comprendere come si formano e fornire gli strumenti per rilevarle”. Ha spiegato nel corso del suo intervento Daniela Taverna, professore ordinario di biologia molecolare presso l’Università degli Studi di Torino e coordinatrice del progetto. 

Daniela Taverna

“Gli strumenti che rappresenteremo oggi sono le molecole composte di due porzioni: una dovrebbe riscaldare le cellule maligne, l’altra dovrebbe aiutarle a riprendersi e dunque proteggerle”. 

L’invenzione è frutto del lavoro di: Daniela Taverna, Lorena Quirico e Francesca Orso dell’Università degli Studi di Torino in collaborazione con il CNR di Napoli. 

La molecola oggetto dell’invenzione consiste in un complesso chimerico, ovvero un complesso macromolecolare che comprende molecole di natura diversa e capaci di esercitare azioni differenti. Nello specifico, tale complesso chimerico è formato da un aptamero diretto verso uno specifico recettore tirosinachinasi (AXL) e un microRNA con attività anti-metastatica.

La molecola aptamero è in grado di legarsi specificatamente al recettore AXL, noto per essere espresso sulla superficie di molte cellule tumorali. In questo modo il microRNA viene veicolato in modo specifico alle cellule tumorali, dove esercita la sua attività anti-metastatica. Le cellule non tumorali, che non esprimono il recettore AXL, non sono bersagliate dal complesso chimerico.

Questo complesso chimerico si propone quindi come trattamento terapeutico dei tumori solidi caratterizzati da attività metastatica.

I vantaggi sono:

  • Terapia mirata
  • Attività anti-tumorale
  • Anti-metastatica
  • Mancanza di tossicità

Riferimenti:

Università degli Studi di Torino

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