Innovazione, tecnologia, collaborazione e sostenibilità per dare un impulso concreto alla ricerca scientifica italiana.

La pandemia da Covid-19 ha avuto un forte impatto sulla salute e sulla crescita economica ma ha anche dimostrato che gli investimenti nel settore sanitario, in particolare l’innovazione nelle Scienze della vita, rappresentano una grande occasione di rilancio del comparto industriale e per migliorare la salute e il benessere delle persone. 

Investire nel settore delle scienze della vita, un’area interdisciplinare che include l’industria farmaceutica, la biotecnologia e i servizi sanitari, è importante per lo sviluppo di un’economia sostenibile in grado di creare grandi opportunità nel settore sanitario, agroalimentare, chimico, farmaceutico e di tutela dell’ambiente. 

Health Innovation Global Forum: innovazione, ricerca, tecnologia e inclusività a Padiglione Italia

In occasione di “Health & Wellness Week” di Expo 2020 Dubai, il Cluster Tecnologico Nazionale delle Scienze della Vita Alisei, in collaborazione con il Gruppo Bracco (Gold Sponsor di Padiglione Italia, n.d.r) e Padiglione Italia, ha organizzato “Health Innovation Global Forum”.

Global-Forum-locandina

Si tratta del primo evento internazionale con il quale il Cluster Alisei, in qualità di ente di riferimento delle Scienze della Vita, ha riunito relatori di profilo internazionale per discutere e promuovere le nuove frontiere della ricerca scientifica, della tecnologia e dei dati per costruire sistemi sanitari resilienti e sostenibili nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo, in linea con le attività e le dichiarazioni sviluppate nell’ambito del G20 Italia. 

Il debutto di “Health Innovation Global Forum”, che punta a diventare un appuntamento annuale, è avvenuto nell’anfiteatro di Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai.

“Expo 2020 Dubai è il primo evento mondiale durante la pandemia e l’innovazione e la salute sono al centro della diplomazia scientifica con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’innovazione in campo sanitario. Expo 2020 Dubai ha riaffermato la centralità delle scienze per la vita nell’attuale contesto economico e sociale e la necessità di muoversi in un approccio collaborativo, pubblico-privato, e multilaterale”. Ha affermato Commissario Generale per l’Italia a Expo Dubai, Paolo Glisenti. “La nostra partnership con il Gruppo Bracco ci permette di portare il modello italiano, per certi aspetti unico, di scienza e di competenza, nel dibattito e nel confronto di esperienze che in questi mesi stiamo ospitando e animando”. 

Al centro del dibattito di “Health Innovation Global Forum” il tema della salute in un’ottica di rafforzamento del network mondiale sulle Scienze della Vita e dei sistemi sanitari nazionali.

“Un anno fa nessuno avrebbe immaginato che in così poco tempo sarebbero arrivati tanti vaccini e farmaci. Un successo frutto della ricerca globale supportata al meglio dalle istituzioni internazionali e nazionali. Uno sforzo eccezionale del Life Science all’insegna della collaborazione tra pubblico e privato che si è dimostrato un investimento prezioso per il benessere e la crescita delle persone e della società.” Ha dichiarato Diana Bracco, presidente del Cluster Alisei, nel suo intervento che ha dato il via alla prima edizione di Health Innovation Global Forum. 

“La sfida ora è quella di non fermarci avviando un cambiamento profondo di mentalità nel modo in cui tutti guardiamo alla ricerca e all’assistenza sanitaria. Il nostro intento è di trasformare il Global Forum in un evento annuale per fare il punto periodicamente sulle nuove frontiere dell’innovazione nel campo della Health & Life Sciences”. “Il Cluster Alisei vuole essere infatti un grande motore dell’innovazione – ha concluso Diana Bracco – e mira a favorire una politica industriale che veda nella ricerca e nell’innovazione un propulsore essenziale del progresso della società e dell’economia”. 

Il forum, moderato da Federico Ferrazza, Direttore di Wired Italia, ha visto la partecipazione, in presenza e online, di rappresentanti delle istituzioni e della comunità imprenditoriale. Maria Cristina Messa, Ministro italiano dell’Università e della RicercaH.E. Sarah Bint Yousif Al Amiri, Ministro della Scienza e della Tecnologia Avanzata UAECarlo Bonomi, Presidente ConfindustriaMaria Cristina Russo, Direttore Global Approach & International Cooperation in R&I, Commissione EuropeaAlessandro Spada, Presidente Assolombarda

“Gli Emirati Arabi oggi è considerato il paese più resiliente al mondo dal punto di vista delle scienze della vita e nell’innovazione nella salute. Abbiamo avviato partnership per far fronte alle sfide poste dalla pandemia attraverso l’utilizzo della tecnologia e siamo aperti a nuove collaborazioni per la fornitura di servizi per la salute”.  Le parole di H.E. Sarah Bint Yousif Al Amiri, ministra della Scienza e della Tecnologia Avanzata degli Emirati Arabi Uniti.

H.E. Sarah Bint Yousif Al Amiri

La ministra ha inoltre evidenziato l’impegno degli U.A.E. sulle scienze della vita e gli investimenti portati avanti nel settore della salute, necessari per migliorare sempre di più l’efficienza del sistema sanitario”.

Scienza, tecnologia e Istituzioni. Del supporto da parte delle istituzioni per la promozione del progresso nelle scienze della vita attraverso collaborazioni con gli Emirati Arabi Uniti ne ha parlato l’Ambasciatore d’Italia negli U.A.E. Nicola Lener. “Con le autorità e le università emiratine abbiamo iniziato una cooperazione prima di Expo e continueremo a farlo anche dopo con tutto il sistema paese. L’ambasciata sarà presto dotata di consulenze scientifiche per supportare e confermare l’importanza della cooperazione con gli Emirati in questo settore”. 

H.E. Nicola Lener

Il sostegno all’innovazione si ottiene da “un ottimo coordinamento tra ministeri. Quando parliamo di assistenza sanitaria, parliamo di università e ricerca, salute, sviluppo e altri ministeri e dobbiamo condividere azioni comuni”. Ha affermato Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca nel suo intervento da remoto.

“L’innovazione nelle scienze della vita non è una questione, ma un dovere. Le scienze umane sono al centro dell’innovazione e del progresso. Questo è stato mostrato con la realizzazione di vaccini anti covid in meno di un anno dall’inizio della pandemia. Per rafforzare l’innovazione in questi settori si deve puntare sull’istruzione interdisciplinare e il modo è “offrire agli studenti di oggi diversi corsi che possano essere complementari a quelli tipici”. Ha aggiunto la ministra italiana sottolineando l’importanza della ricerca perché “da quella spinta dalla curiosità a quella industriale, devono essere messe allo stesso livello di interesse e di finanziamento. Questo è il motivo per cui per il Pnrr abbiamo investito più di 6 miliardi di euro per partnership pubblico-private creando reti per promuovere lo sviluppo”.


Le nuove frontiere della scienza: medicina di precisione e salute circolare

Dell’importanza della medicina di precisione e della genomica nel processo di trasformazione dei sistemi nazionali di assistenza sanitaria ne ha parlato, in collegamento, il Professor Sir Mark Caulfield, CEO di Barts Life SciencesQueen Mary University of London raccontando l’esperienza britannica.  Il Regno Unito è leader mondiale nella genetica e nella genomica. 

Lo testimonia il progetto UK 100000 Genomes che “si è concentrato sulla integrazione della medicina genomica nel Servizio Sanitario Nazionale utilizzando il sequenziamento di 100.000 genomi di pazienti affetti da una malattia rara o cancro”. Il progetto è finanziato principalmente dal National Institute for Health Research e dal NHS EnglandWellcome Trust , Cancer Research UK e il Medical Research Council. Genomics England, società di proprietà del Department of Health & Social Care è stata istituita nel 2013 per il 100,000 Genomes Project. “Genomics England, in collaborazione con l’NHS – ha spiegato Sir Mark Caulfield – ha istituito 13 centri di medicina genomica, il centro di sequenziamento del genoma intero dell’NHS e la Genomics England Clinical Interpretation Partnership (3500 ricercatori da 33 paesi). Il reclutamento dei partecipanti al progetto è stato completato nel 2018, con la sequenza di 100.000 genomi”. La sfida è quella di integrare i progressi della genomica nell’assistenza sanitaria per migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie. Un obiettivo al quale stanno partecipando “diversi paesi, tra cui Australia, Danimarca, Francia, Giappone, Svezia, Qatar ed Emirati Arabi Uniti impegnati in programmi che trasformeranno la genomica nella sanità”. Ha concluso il Professor Sir Mark Caulfield. 

La Salute circolare può essere considerata un nuovo modello per il futuro della salute e la sostenibilità? A questa domanda ha risposto Ilaria Capua, virologa e direttore One Health Centre of Excellence, Università della Florida. “Le pandemie sono eventi di trasformazione e proprio ora è il momento di guardare avanti verso nuovi modelli per perseguire la salute e la sostenibilità, che sono le nostre massime priorità. Investire in un approccio circolare alla salute, un approccio interdisciplinare che comprende la scienza clinica, i medici e le scienze del sapere, porterebbe a molteplici benefici per il benessere dell’uomo, degli animali, delle piante e dell’ambiente”. “C’è un obiettivo comune per migliorare l’innovazione nelle tecnologie digitali e in altre tecnologie legate alla salute, tenendo conto della necessità di proteggere i dati sanitari personali”. 

Tavola rotonda

Durante la seconda parte di “Health Innovation Global Forum” si è svolta una tavola rotonda presieduta da alcuni illustri rappresentanti delle istituzioni di settore e dell’industria. In presenza: Paola Testori Coggi, Special Advisor ALISEI e portavoce del T20 Italy, Global health & Covid Task Force; Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici e Lorenzo Wittum, in rappresentanza del B20 Italia, Health & Life Sciences Task Force. In collegamento: Riccardo Palmisano, Presidente di Federchimica-AssobiotecMassimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria e Pierluigi Paracchi, CEO e Co-fondatore Genenta Science, spin-off del San Raffaele di Milano ed è la prima azienda italiana ad essere quotata al Nasdaq. 

Paola Testori Coggi ha parlato della proposta della Task Force sulla salute globale del T20 Italia. “”l’Italia è riuscita con la sua presidenza del G20 a mettere la salute al centro degli interessi dei governi. La pandemia ha paralizzato la salute globale e la crescita economica, esacerbando le diseguaglianze ed esercitando una pressione senza precedenti sui sistemi sanitari. Le 4 aree principali sulle quali si è concentrato il G20 salute sono state: organizzazione dei sistemi sanitari per fornire un’assistenza sanitaria di qualità, investire nell’istruzione e nella formazione degli operatori sanitari per aumentare la capacità, promuovere l’uso della salute digitale e dei dati, e in ultimo, una maggiore accessibilità al vaccino, alle terapie e diagnostica”.

Paola Testori Coggi

“Le conclusioni del G20 Salute sono state chiare: l’impegno dei governi è quello di rafforzare l’efficienza e la resilienza dei sistemi sanitari, aumentare le capacità dei sistemi di allerta e sorveglianza, garantire una rapida produzione e distribuzione dei vaccini e migliorare le condizioni sociali per far fronte alle diseguaglianze. Cruciale è l’apporto della scienza e l’innovazione per realizzare questi obiettivi”.

La Task Force Salute e Scienze della Vita del B20 Italia, istituita per affrontare la pandemia da Covid-19, ha lavorato per identificare il potenziale delle Life Science nell’innovazione e per affrontare le sfide di oggi e del futuro. 

Ad illustrare i principali risultati dei lavori della B20 Health & Life Sciences Task Force, è stato Lorenzo Wittum. “Promuovere la scienza, la tecnologia e dati; un’assistenza sanitaria basata sul valore e sostenibilità e resilienza del sistema sanitario, sono le tre raccomandazioni politiche all’interno del documento sviluppato dalla Task Force B20 sulla salute e le scienze della vita. Sono state progettate per plasmare un modello rivoluzionario per un dialogo strategico permanente tra le istituzioni e le parti interessate volto a un cambiamento di mentalità verso la valorizzazione della salute come un asset strategico”. 

Massimiliano Boggetti nel suo intervento incentrato sull’importanza e il progresso delle tecnologie mediche – dispositivi medici e diagnostici in vitro (IVD) – nella prevenzione e nella cura dei pazienti, ha sottolineato il ruolo dell’Italia in questo settore. “L’Italia deve puntare nel settore dell’innovazione nelle scienze della vita perché i sistemi sanitari che investono in innovazione sono anche quelli più sostenibili”. “I dispositivi medici sono essenziali per abilitare la medicina del futuro, e gli IVD sono cruciali per più dell’80% di ogni decisione clinica. Inoltre, aumentando la durata e la qualità della vita, i dispositivi medici garantiscono una sanità più sostenibile in tutto il mondo”. In questo scenario “l’Italia, tra i paesi dell’UE, ha un settore dei dispositivi medici competitivo e innovativo, caratterizzato da piccole e medie imprese (94% delle PMI)”.

L’Italia anche dal punto di vista dell’industria biotech, “è ben posizionata per giocare un ruolo rilevante nei prossimi anni ed è pronta e aperta a collaborazioni internazionali, lungo tutto il percorso delle Scienze della Vita, dalla ricerca allo sviluppo clinico, e nella bioproduzione”. Ha detto Riccardo Palmisano. “Nell’industria biotech italiana ci sono eccellenze riconosciute a livello internazionale. Le autorità italiane stanno lavorando per cogliere l’opportunità, concentrandosi sia sui piani strategici di ricerca e innovazione sanitaria come richiesto dalle linee guida europee. Siamo infatti fiduciosi che la lezione appresa dalla pandemia da Covid-19, migliorerà da un lato la collaborazione tra pubblico e privato, semplificando regole e burocrazia, velocizzando i processi, e dall’altro fornirà risorse finanziarie dal Piano Next Generation dell’UE e dal PNRR. I fondi EU Next Generation e PNRR rappresentano un’opportunità unica per il settore Biotech nazionale in grado di accelerare la sua crescita e rafforzare il suo impatto sulla competitività, la crescita economica e il benessere della società civile”.