La regione Emilia-Romagna con il Tecnopolo di Bologna sta diventando leader nazionale e internazionale nella potenza di supercalcolo.

Il Tecnopolo Bologna sarà hub nazionale ed Europeo dei dati che attrarrà università, centri di ricerca e investimenti nazionali e internazionali. Ad illustrare le fasi che porteranno l’Emilia- Romagna a diventare una infrastruttura nazionale di supercalcolo, sono stati il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Antonio Zoccoli, e il presidente della Fondazione Big data (Ifab), Francesco Ubertini, a margine del Regional Day dedicato all’Emilia Romagna al Padiglione Italia di Expo 2020.  

“Stiamo preparando una proposta che sottometteremo a metà febbraio in cui creiamo un’infrastruttura nazionale, di cui il Tecnopolo sarà l’hub, ma inserito in una rete nazionale di supercalcolo” ha spiegato Zoccoli. “Ci saranno tanti centri satellite e una rete per la trasmissione dei dati superveloce che si interseca con l’Europa”. E una volta fatto questo, “avremo naturalmente attrazione di tutte le università e gli enti di ricerca italiani, di tutte le imprese italiane ma anche delle collaborazioni internazionali con vari partner”, ha sottolineato. “Chi nei prossimi anni sarà in grado di maneggiare i dati, avrà un vantaggio non solo nella ricerca ma anche nell’economia. Questo è l’investimento dell’Europa e quello su cui noi ci stiamo allineando, e in cui stiamo cercando di tenere l’Italia un passo avanti rispetto a tante altre nazioni”. 

“In termini di infrastruttura di calcolo, oggi il Tecnopolo di Bologna è già tra i primi centri al mondo”, ha detto Ubertini. “Con questa azione di infrastruttura nazionale, dove al Tecnopolo aggreghiamo le comunità scientifiche, i gruppi di eccellenza e tutte le più grandi imprese italiane, raggiungiamo una massa critica che diventa visibile a livello globale”.

Forum “The Italian Data Valley meets EXPO”

Ricerca, innovazione, collaborazioni internazionali al centro del forum “The Italian Data Valley meets EXPO”, organizzato da Padiglione Italia in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.

In occasione di “Travel & Connectivity Week”, la sesta delle 10 settimane tematiche del “Programme for People and Planet” di Expo 2020 Dubai, si è svolto ieri presso l’anfiteatro di Padiglione Italia il forum “The Italian Data Valley meets EXPO” dove è stato presentato il Tecnopolo di Bologna e il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione.

All’evento, suddiviso in due panel, hanno partecipato in presenza e da remoto, rappresentanti delle istituzioni, esperti in ambito big data e intelligenza artificiale, imprenditori e docenti universitari.

Sono intervenuti, tra gli altri: Maria Cristina Messa, ministra dell’Università e della Ricerca, Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Paola Salomoni, assessore per Scuola, Università, Ricerca, Agenda digitale dell’Emilia-Romagna, il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Antonio Zoccoli, il presidente della Fondazione Big data (Ifab), Francesco Ubertini.

A dare il via ai lavori il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini in video collegamento.

Bonaccini- Presidente Emilia Romagna

Nel suo intervento il presidente Bonaccini ha illustrato due progetti che posizionano la regione al livello internazionale. Il primo relativo alla nascita di una Università della Nazioni Unite all’interno del Tecnopolo di Bologna di una Università delle Nazioni Unite dedicata allo sviluppo umano nella società digitale. Il secondo riguarda un accordo internazionale di collaborazione tra la Fondazione Big data (IFAB), presieduta da Francesco Ubertini, e la Dubai Future Foundation con un International Scientific Board con studiosi ed esperti di livello mondiale. “Grazie al Tecnopolo di Bologna, l’Emilia-Romagna è diventata un hub europeo di innovazione – ha detto Bonaccini – Vogliamo definire aree di collaborazione per un ecosistema integrato e condiviso di innovazione dell’Emilia-Romagna”. Parlando del Tecnolopolo, il presidente dell’Emilia-Romagna ha evidenziato che è “il più grande investimento infrastrutturale nella new data economy, con un valore totale di un miliardo di euro investiti grazie a risorse della Commissione europea, del Governo italiano e della Regione”. Bonaccini ha spiegato che il Tecnopolo di Bologna “ospiterà enti scientifici e centri di ricerca nazionali, dall’Infn all’Agenzia Italia Meteo, il Data center del Centro meteo europeo e il supercomputer Leonardo. A quel punto il Tecnopolo potrà esprimere l’80% della capacità di calcolo italiana e il 25% di quella europea”. 

Il Tecnopolo di Bologna ospiterà le più importanti istituzioni nazionali scientifiche, centri di ricerca e campus universitari.

Delle iniziative innovative dell’Emilia-Romagna, dell’importanza del Tecnopolo di Bologna, quale modello per l’Italia e per gli altri Paesi, e della ricerca di collaborazioni ne ha parlato nel suo intervento da remoto la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.

“Le iniziative innovative che l’Emilia-Romagna promuove testimoniano una visione per lo sviluppo connesso all’istruzione e formazione e genera opportunità per altri territori”, ha detto Messa. “Sono tante le collaborazioni che stiamo cercando– ha aggiunto – e vogliamo che arrivino agli Emirati e a tutto mondo perché questo è un modello che può essere incrementato a livello mondiale”.

La potenza di calcolo messa in piedi dall’Emilia-Romagna è un esempio da replicare in tutta Italia. “I dati e l’intelligenza artificiale sono le chiavi per la crescita, per la produttività, per l’efficienza del settore pubblico e sono aree dove l’Emilia-Romagna è un’eccellenza, una locomotiva per altre regioni”. Le parole del ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao nel suo intervento da remoto.

Il Ministro ha spiegato le azioni portate avanti dal governo per promuovere la digitalizzazione e lo sfruttamento dei dati a vantaggio della formazione, delle attività economiche e del settore pubblico.

Della creazione di nuove opportunità e di espandere il Data Valley dell’Emilia-Romagna al livello nazionale e internazionale ne ha parlato l’assessore della Regione Emilia Romagna, Paola Salomoni, con delega all’Educazione, la ricerca e il digitale.

“Stiamo lavorando per espandere la nostra visione futura – ha detto – Dobbiamo mostrare che cosa possiamo fare con le nostre tecnologie, che non sono di Bologna, dell’Italia, ma sono una ‘facility europea’. Sono un bene comune”. “Dobbiamo crescere una nuova generazione, per farlo stiamo collaborando con imprese per la creazione di un sistema globale – ha aggiunto – Dobbiamo trovare 2000 ricercatori, formarli, qui da Dubai abbiamo cominciato a raccogliere i fili che ci consentiranno di avere progetti e persone per degli scopi comuni e condivisi con chi vorrà collaborare con noi”. 

Tecnopolo di Bologna 

ll Tecnopolo di Bologna, sede di Ozzano dell’Emilia, intitolato a Rita Levi Montalcini, fa parte della Rete dei 10 Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. La Rete dei 10 Tecnopoli dell’Emilia-Romagna è una delle componenti fondamentali dell’ecosistema regionale dell’innovazione, coordinato da ART-ER, la società consortile dell’Emilia-Romagna per l’innovazione.

I Tecnopoli sono un’iniziativa della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con le Università, i Centri di Ricerca e gli Enti Locali dei territori interessati.

Il Tecnopolo di Bologna, gestito dalla Fondazione IRET, un ente di ricerca scientifica che opera nell’ambito delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale, promuove l’incontro tra le imprese e la ricerca. Offre accesso a laboratori di ricerca industriale, dotati di know-how, strumentazione avanzata e consulenza per l’innovazione e lo sviluppo di prodotti per la salute e il benessere. 

I principali settori di intervento sono quelli del farmaco, delle terapie avanzate, dei dispositivi medici e delle biotecnologie. 

Il Tecnopolo di Bologna, inoltre, mette a disposizione delle imprese un servizio di accompagnamento diretto e indiretto all’analisi del rischio in relazione alle disposizioni delle autorità regolatorie per l’immissione in commercio di prodotti per la salute umana e animale. 

Il Tecnopolo di Bologna diventerà uno dei maggiori centri di calcolo al mondo. Nell’area che ospitava l’antica manifattura tabacchi di Bologna si trasferiranno importanti centri di ricerca italiani e internazionali di varie discipline: dalla climatologia alla fisica, dalla sanità ai Big Data. Con la capacità di calcolo dei super computer si potranno perfezionare invenzioni prima della realizzazione. Simulare virtualmente materiali e nuovi farmaci, creare gemelli virtuali.

L’attore Stefano Accorsi racconta il Tecnopolo Bologna.