Sostenere la collaborazione tra le diverse figure professionali che operano nel settore dell’Healthcare italiano e internazionale anche attraverso la promozione di eventi e convegni, e favorire l’attività di recupero di dispositivi medici, apparecchiature sanitarie da Enti e Aziende Pubblici e Privati per il reintegro in Paesi economicamente svantaggiati, sono le principali attività di International Association Medical Devices (IASMED) una organizzazione italiana che opera senza fini di lucro.

Nata nel 2016 e con sede a Roma, IASMED ha stipulato vari protocolli di intesa con altre organizzazioni no-profit, svolge consulenza tecnico-scientifica e con il supporto di società operanti nel settore della sanità, organizza corsi formativi sulla gestione delle tecnologie medicali, rivolti a tutto il personale sanitario, personale tecnico, nonché al personale amministrativo del settore Healthcare. 

“L’obiettivo di IASMED è sviluppare un concetto moderno di Healthcare mettendo in connessione aziende e professionisti sanitari per amplificarne le potenzialità e le modalità di intervento a livello nazionale e internazionale”. Le parole di Antonio Verna, Presidente di IASMED. “L’Associazione sostiene l’attività di recupero e riassetto di dispositivi medici e apparecchiature sanitarie provenienti da Enti e Aziende Pubbliche e Private per portarli nei Paesi in via di sviluppo con lo scopo di garantire l’assistenza sanitaria e la possibilità di effettuare diagnosi immediate in loco.” 

Antonio Verna, presidente IASMED

Per saperne di più abbiamo raggiunto il presidente IASMED, Antonio Verna

Come nasce IASMED? 

Nasce dalla necessità di mettere in relazione tutti i professionisti del settore Healthcare pubblico e privato, con l’obiettivo di creare una “rete” unica internazionale a disposizione di enti e società del settore medicale. La sede principale dell’organizzazione è a Roma, ma grazie allo straordinario lavoro dei membri del Direttivo stiamo avviando progetti in altri Paesi del mondo, quali: Germania, Libia, Tunisia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Quali sono le principali attività?

Essendo la nostra mission quella di fare rete per lo sviluppo di un concetto moderno di Healthcare, le attività principali sono: pubbliche relazioni con società ed enti, l’organizzazione di corsi formativi, conferenze, workshop e l’applicazione dell’economia circolare.

Qual è il modello di collaborazione? 

IASMED, come organizzazione no-profit, collabora con aziende private del settore Healthcare e il loro contributo è necessario per la realizzazione delle varie attività. Attraverso la collaborazione con le aziende, organizziamo workshop, presentazione di nuove tecnologie medicali, supporto tecnico-scientifico con i vari professionisti del settore (medici, ingegneri, specialist). 

Forum: Nuove sfide della Sanità – prospettive, soluzioni, Innovazioni

L’ultima conferenza di IASMED si è svolta a Pescara in collaborazione con MediK. L’incontro, con il titolo “Nuove sfide della sanità. Prospettive, soluzioni, Innovazioni, in presenza e online, oltre ad essere stato un’opportunità di formazione del personale sanitario e tecnico-amministrativo del settore Healthcare, è stato soprattutto occasione di confronto e condivisione di idee per capire quale sarà il futuro del mondo sanitario dopo il Covid-19. 

L’incontro, suddiviso in due sessioni, ha visto la presenza di autorevoli rappresentanti del mondo sanitario.  “Nel corso della prima parte della conferenza si è parlato della gestione dei pazienti dallo stato di emergenza al post-covid – ha detto Verna – e nella seconda parte il topic è stato sulle opportunità e il contributo delle innovative tecnologie sanitarie a supporto del paziente post-covid”.

Come affrontare le problematiche e le criticità causate dall’arrivo improvviso di maxi-emergenze come quella da Covid-19 e di come non farsi trovare più impreparati è stato il comune denominatore di tutti i relatori.    

I professionisti sanitari che sono intervenuti hanno portato la loro testimonianza sulla gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in alcune zone d’Italia e negli Emirati Arabi Uniti. “Se da una parte – ha aggiunto Verna – la gestione dell’emergenza è stata affrontata da tutti nello stesso modo seguendo le rigide misure di prevenzione e di azione internazionali, dall’altra sono stati adottati dei protocolli che hanno portato a soluzioni differenti. È il caso degli Emirati Arabi Uniti che avendo un sistema sanitario diverso da quella italiano, con una percentuale alta del settore privato, ha adottato le stesse misure di tracciamento e di contenimento dei contagi nella fase critica dell’emergenza, ma allo stesso tempo ha messo in campo, in tempi rapidi, dei protocolli per contrastare la malattia. Ad esempio, Abu Dhabi Stem Cells Center (ADSCC), il primo centro di ricerca degli Emirati Arabi Uniti sulle cellule staminali, ha creato un trattamento con l’utilizzo delle cellule staminali. Inoltre, gli UAE hanno partecipato alla sperimentazione del vaccino cinese Synopharm disponibile per emergenza sin da settembre del 2020 e ha reso disponibili, gratuitamente, tutti i vaccini approvati dalle agenzie regolatorie”. 

Alla luce di quanto accaduto con l’emergenza sanitaria da Covid-19, i relatori del settore ingegneristico, hanno parlato di quale saranno le sfide future della sanità grazie all’applicazione di nuove e innovative tecnologie sanitarie e della Telemedicina, nonché la necessaria gestione delle tecnologie medicali attraverso un costante monitoraggio da parte dei servizi di ingegneria clinica.

Quali sono i prossimi eventi in programma?

Il prossimo evento sarà una Conference sull’Economia Circolare, oggi tema importante che sarà regolamentato con leggi e linee guida.

A gennaio saremo a Dubai in occasione dell’edizione 2022 di Arab Health, la più importante fiera della regione MENASA (Middle East, North Africa, South Asia) per il settore dell’Healthcare. A Dubai World Trade Center, sede storica di Arab Health, presenteremo delle tecnologie a supporto del paziente domiciliare e progetti per l’applicazione dell’economia circolare sulle tecnologie medicali.

L’obiettivo principale di IASMED è ampliare la rete di collaborazione anche all’estero.

Tra i Paesi anche gli Emirati Arabi Uniti. Perché?

La scelta di operare in maniera fattiva negli Emirati Arabi Uniti con il riconoscimento dell’organizzazione anche da parte del Governo Emiratino, è dovuta a una serie di fattori. Gli Emirati Arabi Uniti sono un Paese in continua crescita dal punto di vista dello sviluppo dell’Healthcare. Avviare progetti in un Paese con obiettivi ambiziosi dove la tecnologia è parte predominante ed in continuo sviluppo, è una delle nostre priorità. Inoltre, la possibilità di operare in un contesto geografico quale punto nevralgico tra Europa e Asia e fare networking con professionisti di livello internazionale per IASMED è molto importante. 

Non solo collaborazioni con aziende e professionisti privati e pubblici ma anche con le Istituzioni. Con queste ultime cosa state progettando?

Abbiamo avviato delle collaborazioni con aziende sanitarie per la formazione del personale, nonché il recupero di tecnologie che vengono dismesse, oltre all’avvio di convenzioni con alcune Università per poter gestire tirocini formativi attraverso le attività svolte da IASMED.

Attività di recupero e reintrego delle attrezzature medicali nei Paesi in via di sviluppo

IASMED sostiene l’attività di recupero e riassetto di dispositivi medici e apparecchiature sanitarie provenienti da Enti e Aziende Pubbliche e Private per portarli nei Paesi in via di sviluppo con lo scopo di garantire l’assistenza sanitaria e la possibilità di effettuare diagnosi immediate in loco.

In cosa consiste questa attività? 

Oggi tante aziende pubbliche e private dismettono attrezzature che, anche se hanno raggiunto il loro ciclo di vita, possono essere “rigenerate” e riallocate in strutture sanitarie di Paesi economicamente svantaggiati. Ci sono tantissime organizzazioni che svolgono questa attività, ma la richiesta è molto alta in quanto le popolazioni in difficoltà sono tante e le strutture mediche hanno continuamente bisogno di supporto tecnologico. Da qui, la scelta di operare nel recupero, attività non sempre semplice soprattutto se trattasi di tecnologie ingombranti, ma considerata la presenza di tantissime apparecchiature ancora in “buono stato”, stiamo avviando ulteriori rapporti di collaborazione per sopperire alla richiesta.

Con chi avete stipulato protocolli di intesa nel mondo?

Sono attivi dei protocolli di collaborazione con altre organizzazioni che operano all’estero, quali Africa, Libia, Paesi dell’est Europa, dove il contributo di IASMED è stato dal supporto alle loro attività di gestione logistica, alla consegna di attrezzature rigenerate e la formazione per il personale utilizzatore.

IASMED (International Association Medical Device) è in prima linea per lo sviluppo di un concetto moderno di Healthcare con al centro delle sue attività l’importanza del “fare rete” perché, grazie al networking si creano nuovi legami professionali volti ad ampliare le potenzialità e le modalità di intervento a livello nazionale e internazionale nonché occasione di condivisione di progetti e il perseguimento degli obiettivi comuni.  

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