Dopo la pausa estiva è molto importante controllare la salute della pelle per prevenire l’insorgere del melanoma cutaneo, un tumore della pelle molto pericoloso.

Dati

In Italia, secondo l’ultima edizione del volume “I numeri del cancro in Italia”, realizzato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), l’Associazione italiana registri tumori (Airtum) e la Società italiana di anatomia patologica (Siapec), i casi di melanoma sono in crescita tra gli uomini e le donne. La causa della crescita “è sicuramente da attribuire ad un maggior numero di diagnosi legato alla maggior attenzione alla patologia ed alla disponibilità di migliori strumenti diagnostici”, ma anche alle abitudini scorrette, come la prolungata e eccessiva esposizione ai raggi solari e l’uso di lampade abbronzanti a raggi UV. 

È quindi fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica alla consapevolezza dei tumori della pelle con un’adeguata prevenzione.

Come riconoscere precocemente il melanoma cutaneo?

Il primo segnale è il cambiamento nell’aspetto di un neo chiamato anche nevo o la comparsa di uno nuovo. “Il cambiamento di un neo o la comparsa di un neo nuovo dopo i 25 anni è un campanello di allarme da non sottovalutare. Non è facile definire con esattezza che tipo di aspetto può avere un neo maligno ma sicuramente una modifica di una lesione preesistente o un neo di recente comparsa deve creare un sospetto. Sicuramente più a rischio risultano i nei piatti e quelli già presenti alla nascita”. Ha detto il dott. Stefano Veglio, specialista in Dermatologia presso Aosta e Dubai.

Perché il neo può trasformarsi in melanoma?

Chi sono i soggetti più a rischio?

Quali sono gli esami di screening e ogni quanto tempo devono essere eseguiti?

Risponde il dott. Stefano Veglio.

Dott. Stefano Veglio

Cosa sono i nei? 

I nei sono costituiti da un’aggregazione di particolari melanociti, cellule che producono la melanina. Sono posizionati tra i due strati più superficiali della pelle, epidermide e derma, fondamentali rispettivamente per proteggere e dare struttura al prezioso rivestimento. Queste cellule servono per produrre il pigmento che ci protegge dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti. Il motivo perché nei nevi si aggregano a formare le macchie che conosciamo è del tutto sconosciuto.

Nei e melanoma cutaneo. Quali sono le cause?

Le cause rimangono sconosciute, ma possiamo dare comunque un ruolo importante alla predisposizione genetica ed al numero di scottature subite in età giovanile.

Quali sono le zone del corpo più a rischio?

I nei sulle mani e sui piedi sono più a rischio di sviluppare tumori maggiormente aggressivi. Molte volte si è preoccupati per nei alle pieghe o in zone di sfregamento, ma questi aspetti sono in generale poco importanti. Non è infatti il traumatismo che fa trasformare un neo da benigno in maligno: è necessario osservare le modifiche di un neo in colore, forma e dimensioni.

Colore, forma e dimensione. A cosa dobbiamo prestare attenzione?

La maggior parte delle persone si preoccupano di nei in rilievo esteticamente brutti ma di fatto meno pericolosi. Ovviamente un melanoma ignorato e trascurato dà luogo ad una lesione sicuramente brutta da vedere.

Quanto incide la predisposizione genetica?

La genetica costituisce un aspetto da non sottovalutare: sono ormai possibili sistemi nuovi per indagare la predisposizione genetica personale verso molti tipi di tumore, compreso il melanoma, che probabilmente diventeranno nei prossimi anni strumento fondamentale di prevenzione.

Tra i principali fattori di rischi l’esposizione eccessiva ai raggi solari…

La luce solare come sappiamo dona benessere e aiuta a calcificare le ossa: si tratta soprattutto di evitare scottature ed esposizioni sconsiderate, soprattutto nei primi 20 anni di vita. Per il resto bisogna ricordare che il sole interviene più pesantemente nello sviluppo di tumori cutanei.

Prevenzione

Acronimo ABCDE, che significa?

Si riferisce alle caratteristiche di un neo sospetto:

  • A: Asimmetria della lesione
  • B: Bordi spesso frastagliati o irregolari
  • C: Colore irregolare o nero pece
  • D: Dimensioni più grandi rispetto agli altri nei
  • E: Evoluzione, ovvero le modifiche nel tempo della lesione.

Bisogna ricordare che difficilmente sono presenti nel melanoma contemporaneamente tutte queste caratteristiche: basta notarne anche solo una ed è necessario eseguire un controllo dermatologico. Il parere conclusivo sulla benignità della lesione spetta ovviamente allo specialista anche utilizzando un prezioso sistema di indagine, la dermatoscopia, una lente che consente di vedere il neo nei suoi aspetti più profondi e che fornisce strumenti diagnostici ormai considerati indispensabili per la diagnosi di melanoma.

Ogni quanto sottoporsi alla visita dermatologica? Come viene eseguita?

È consigliabile sottoporsi ad una visita dermatologica una volta all’anno, con controlli all’occorrenza più frequenti in caso di lesioni nuove o in crescita. Per persone con molti nei può essere indicata la cosiddetta “mappatura”, che corrisponde poi ad una fotografia di tutte le aree del corpo utile per capire se qualche lesione si modifica o compare “ex-novo”. È una procedura del tutto indolore, molto utile in casi selezionati. Potrebbe anche essere semplice effettuare delle foto con l’aiuto di un famigliare e stamparle e archiviarle possono servire per semplici controlli autogestiti che risultano utili per capire se qualcosa si fosse modificato rispetto al passato.

A che età è consigliato il primo consulto?

In genere si consiglia il primo controllo in adolescenza.

dott. Stefano Veglio mappatura nei ad una adolescente

Chi sono i soggetti più a rischio?

Sicuramente più a rischio sono le persone con la pelle chiara, soprattutto se hanno subito scottature in età giovanile e coloro che hanno familiari colpiti da melanoma.

Rimozione nei: si possono togliere e in che modo?

L’asportazione chirurgica comporta dei rischi?

Asportare chirurgicamente un neo con bisturi e punti di sutura non espone assolutamente a rischi di proliferazione tumorale.

Per quanto riguarda invece la rimozione con il laser?

I laser per quanto ora siano sofisticati non garantiscono assolutamente un’asportazione completa del neo ed espongono il paziente a recidive della lesione tanto inestetiche quanto fonte di preoccupazione relativa alla natura della ricrescita.

Dott. Stefano Veglio

Quali sono i suoi consigli?

Effettuare la visita con lo specialista che deciderà, insieme al paziente, se è il caso di asportare il neo e con quale metodica.

Melanoma: l’importanza dello screening

Il melanoma è un tumore della pelle molto pericoloso ed è importante riconoscerlo precocemente. Il controllo dallo specialista dermatologo una volta l’anno, sopratutto per i pazienti con elevati fattori di rischio, è la prima azione per combattere la neoplasia.

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