Dall’industria farmaceutica, alle biotecnologie e produzione di dispositivi medici e servizi sanitari, la filiera delle scienze della vita in Italia vale il 10% del Pil nazionale e rappresenta un settore chiave per rispondere alle sfide del futuro, un processo accelerato dalla pandemia da Covid-19. Dal rapporto “100 Italian Life Sciences Stories” della Fondazione Symbola e Enel in collaborazione con Farmindustria Italia, emerge che l’Italia è tra i primi posti in Europa insieme alla Germania nella produzione farmaceutica con l’incremento dell’export negli ultimi 10 anni più alto tra i big europei (+168% rispetto al +86% della media Ue). 

“Le aziende che lavorano in questo campo lo fanno per il bene dell’uomo in maniera assoluta – ha detto Francesco Starace, ad e dg di Enel – e quindi è estremamente interessante vedere come l’Italia esprime eccellenza proprio quando l’uomo è la centro dell’attenzione dell’azienda”.

La pandemia ha portato a ripensare a molti aspetti della vita a partire dall’attenzione alla salute. Motivo per il quale Symbola e Enel hanno deciso di raccontare 100 storie di aziende, ricercatori, scienziati, università, start-up e strutture sanitarie che “ogni giorno lavorano per garantire la salute delle persone e permettono di avere a disposizione i migliori strumenti per la cura e il miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Il rapporto mette in luce una vera e propria eccellenza per il nostro Paese, un patrimonio di competenze, innovazioni e tecnologie apprezzato e riconosciuto in tutto il mondo”, ha aggiunto Starace. 

L’Italia è al quarto posto nel mondo per il numero di pubblicazioni scientifiche sul Covid-19 e Mirandola, in provincia di Modena, è il più importante distretto biomedicale d’Europa e terzo nel mondo, dopo quelli di Minneapolis e Los Angeles negli Stati Uniti d’America. 

Per Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola bisogna partite dalle eccellenze per guardare al futuro. “Garantire un vaccino per tutti, difendere la salute di tutti e non lasciare n indietro nessuno – ha dichiarato – l’Italia ha molto da dire in questa sfida che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, sociali e culturali”. “Le 100 storie raccontate nel dossier – ha aggiunto – testimoniano la qualità delle istituzioni delle imprese e della ricerca che sempre più vanno messe al servizio anche di un rafforzamento della medicina territoriale”. 

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