Tra i professionisti più influenti al mondo nel settore della terapia genica c’è il professor Massimo Dominici, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e docente UniMoRe.  A stilare la classifica è The Medicine Maker, un’importante pubblicazione globale sulla terapia cellulare e genica. Ogni anno viene aggiornato l’elenco dei 100 migliori leader e opinion maker che a livello mondiale hanno contribuito a un considerevole progresso nell’industria biofarmaceutica e di conseguenza nella medicina. La Power List del Medicine Maker viene compilata da un gruppo di esperti che analizzano le attività svolte nel settore, la visibilità ed il numero di citazioni di articoli scientifici degli stessi autori. Quest’anno le caratteristiche erano small molecules, advance medicine, biopharmaceuticals. Per il prof. Massimo Dominici è stata una conferma visto che ha ricevuto il riconoscimento internazionale per il terzo anno consecutivo. 


“Questa conferma mi inorgoglisce – ha commentato il professor Dominici – soprattutto perché avviene nel terzo anno consecutivo. Il riconoscimento alla mia persona è un riflesso del riconoscimento del lavoro anche dei miei collaboratori con i quali in questi anni sono state svolte tutte le ricerche del Laboratorio di Ricerca Terapie Cellulari e nell’ambito del Programma Terapie cellulari e immuno-oncologia istituito dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria nel 2019. Il nostro obiettivo è trasferire anni di ricerca sulle cellule in vari settori della Medicina e della Chirurgia grazie anche a importanti collaborazioni con i tanti professionisti medici e ricercatori in Azienda Ospedaliera e in Ateneo con i quali abbiamo in essere sperimentazioni cliniche a base di cellule e geni come lo studio clinico con cellule stromali per il trattamento delle polmoniti da Covid-19″.

Journal of Italian Healthcare World ha intervistato il prof. Massimo Dominici

prof. Massimo Dominici

Come funziona la terapia genica?

Si utilizzano dei geni che vanno a modificare delle cellule umane per fare produrre loro una molecola che solitamente non producono. Nel caso del cancro è una molecola antitumorale o una molecola in grado di attivare il sistema immune. Questo prevede che le cellule vengano isolate in laboratorio modificate e trapiantate nel paziente. Una volta giunte nel tumore le cellule rilasciano il loro carico letale con l’auspicio che mandino a morte il tumore nella maniera più selettiva possibile.

L’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena ha istituito nel giugno del 2019 il laboratorio di ricerca di Terapie cellulari. Di cosa si tratta e quali sono stati i risultati raggiunti fino a oggi?

Il laboratorio sviluppa terapie geniche da molto tempo e queste ricerche ci hanno consentito di validare in laboratorio se le cellule modificate sono così efficaci come pensiamo. Abbiamo lavorato cellule staminali da grasso che sono state modificate per produrre delle “proteine della morte” in grado di uccidere in maniera selettiva cellule tumorali ed abbiamo generato dei modelli per attivare le cellule dell’immunità nei confronti di tumori che esprimono una molecola detta GD2. Con questi approcci è possibile trattare i tumori del pancreas, i tumori cerebrali ed alcuni tipi di tumori del polmone. Se tutto va bene partiremo dal tumore del pancreas all’interno di una sperimentazione clinica controllata.


Tra gli obiettivi l’innovativo studio clinico con cellule stromali per il trattamento delle polmoniti da Covid-19. Di cosa si tratta? Quanto è importante la terapia genica in questo contesto?

La cura del COVID-19 è basata sull’utilizzo di cellule stromali nel contesto della polmonite da distress polmonare acuto nei pazienti gravi affetti da SARS-CoV-2. Il principio messo a punto con i colleghi del team RESCAT (il nome dello studio) ed in particolare con il Prof. Enrico Clini (Direttore Malattie Apparato Respiratorio), si basa sull’effetto antinfiammatorio riportato dalle cellule stromali.
Purtroppo ad oggi non ci sono terapie anti-covid quando la malattia è in fase severa, pertanto terapie cellulari e geniche potrebbero essere di aiuto, in particolare se in grado di ridurre infiammazione e facilitare la rigenerazione dei tessuti indipendentemente dalla variante genetica del virus.

Il prof. Massimo Dominici dal 2019 è Direttore dell’Oncologia del Policlinico e dal 2020 Professore Ordinario di Oncologia. Fondatore e responsabile scientifico del laboratorio di biocompatibilità del Tecnopolo di Mirandola. Autore di oltre 180 manoscritti, 2 libri, 3 capitoli di libri con circa 29000 citazioni. Oltre 170 seminari su invito. Quaranta progetti di ricerca finanziati, 12 brevetti depositati. Fondatore della start-up universitaria Rigenerand srl. Membro di numerose Società scientifiche nazionali ed internazionali oltre che di board in Fondazioni Medico Scientifiche e no-profit.  Eletto primo presidente non americano della International Society for Cell and Gene Therapy – ISCT (2014-16). Editore e revisore per innumerevoli riviste internazionali e per enti pubblici e privati di finanziamento alla ricerca. Da ottobre 2020 è membro del Comitato consultivo di esperti dell’INN presso Organizzazione Mondiale Sanità.

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